72 ORE..

72 ORE..

..per abitare uno spazio neutro.

  • Home Page
  • Chi siamo
  • Barcellona
  • Praga-Palermo
  • Milano
  • Roma
  • Napoli
  • Siviglia
  • ArgoMentire

Viaggio numero 5.

Ci siamo riuscite anche questa volta e questa volta era veramente difficile realizzare questo viaggio. Stasera (sono rientrata poche ore fa da Napoli) non posso cominciare a comporre il nostro itinerario delle “4 giornate di Napoli“, perché ho bisogno di decomprimere. Questi viaggi sono come uno di quei sogni che sembrano veri, la sensazione è di vivere un distaccamento dalla realtà quotidiana, e questo accade ad entrambe. Fulcro cruciale dell’atto, distaccarsi il più possibile dalla routine quotidiana. Noi due la pensiamo allo stesso modo: il femminile (il nostro per lo meno) ha bisogno di riappropriarsi dell’unicità della donna che lo accoglie, spesso siamo cosi sovraccaricate da ruoli, mansioni, impegni scadenze, che ci dimentichiamo completamente della sua natura, del suo traguardo psichico, di quello raggiunto e di quello che dovrà ancora avvenire.

F. N

  • San Ferdinando
  • Piazza del Plebiscito
  • Metro

Sulle Tracce dell’Anima Urbana: tra Trasformazione e Identità a Napoli.
Il nostro passo si fa spedito verso quei quartieri vibranti, dove una forza sociale tenace lotta per superare i confini imposti, i pregiudizi radicati. Un’energia propulsiva, alimentata dalla visione di menti audaci che hanno creduto fermamente nella “trasformazione”. È grazie a loro se oggi possiamo attraversare e lasciarci avvolgere dalla fervente creatività che emana dal cinquecentesco chiostro della Chiesa di Santa Caterina a Formiello – un raro e prezioso esempio di archeologia industriale rinascimentale e ottocentesca nel cuore di Napoli. Made in Cluster ha compiuto un atto di vera resilienza, strappando questo luogo all’abbandono e restituendolo pulsante alla comunità, nel pieno rispetto della sua storia.

Ci troviamo nell’area di Porta Capuana, storica soglia della città, e vi giungiamo con la consapevolezza che effettivamente la bellezza può essere proprio lì dietro l’angolo ,da un momento all’altro, accanto alla confusione più totale, alla sporcizia, al rumore. Varchiamo la soglia di questo spazio pieno di storie, antiche e recenti, in attesa di essere raccontate, sentendone la forza centripeta che attrae e connette. La sua funzione è un divenire quotidiano, plasmato dall’interazione con chi vive questo quartiere: donne da riscattare, artisti nomadi, un vero crocevia di progettualità creative che pongono lo spazio urbano al centro di ogni riflessione.
Ne usciamo con la voglia di scoprire ancora quella Napoli poco visibile che con tanto coraggio,già da tempo,si fa spazio. E subito, con un altro volo pindarico, ci ritroviamo nei Quartieri Spagnoli, alla riscoperta di un altro progetto che ha posto la comunità al cuore di ogni visione di rigenerazione urbana.
Foqus. Un nome da scovare, quasi un segreto custodito tra le vie che alternano l’odore di candeggina con il profumo della cucina popolare, lassù, in cima alle viuzze che quasi non ci credi. Dal 2014, l’ex Istituto Montecalvario, situato a monte dell’originario insediamento dei Quartieri Spagnoli, ha visto il recupero di diverse aree dell’edificio e la nascita di gruppi di giovani e donne proiettati verso esperienze di auto-imprenditorialità. Un fermento vitale che mira a creare nuova occupazione, a costruire solide imprese cooperative, ad accogliere realtà indipendenti, pubbliche e private, tutte attivamente impegnate nei settori cruciali della formazione, dell’istruzione, delle industrie culturali e creative, e dei servizi alla persona.
La lista delle realtà sociali, economiche e culturali che qui hanno trovato una casa, un’identità, è davvero lunga e merita un approfondimento dedicato. (https://www.foqusnapoli.it/).

F. C.

“Di quest’onda che rifluisce dai ricordi la città s’imbeve come una spugna e si dilata. Una descrizione di Zaira quale è oggi dovrebbe contenere tutto il passato di Zaira. Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.”

Tratto da Le Città Invisibili di Italo Calvino.

Lecce ore 12.10, fermata del Flixbus, iniziano 5 ore di dialoghi serrati. E’ il tipico aggiornamento che avviene quando per alcuni giorni non riusciamo a dirci tutto. Arriviamo a Napoli con un’ ora di ritardo, iniziamo a camminare in una città sporca, caotica, piena di gente di ogni nazionalità, di auto, di scooter, grigia, sfatta e puzzolente ma il suo ventre pulsa. Ci dirigiamo verso il nostro appartamento che diverrà “la nostra casa” nei 3 giorni a venire, ci piace pensare e vivere la sensazione di abitare uno Spazio Neutro (eccolo qua il nome del blog nato da un ragionamento di Francesca) dove cercheremo di non essere la sovrapposizione di ruoli, per darci la possibilità di “giocare a: sentirci libere”. Per regalarci il senza regole che non possiamo permetterci quando orchestriamo le nostre famiglie e giornate, perché senza regole è difficile procedere tutti insieme. Il nostro appartamento è sito in via Egiziaca a Pizzo Falcone (Zona Chiaia) al primo piano di un antico palazzo nel cuore di Napoli, che scopriremo poi, avere nei suoi sotterranei una parte della cosiddetta Napoli Sotterranea. (https://www.instagram.com/intreccieimpasti/). È una bellissima casetta con un ingresso, una camera, una piccola cucina e un bel bagno, la padrona di questo mini appartamento adibito a B&B abita nell’altra metà della casa, si chiama Paola ed è stata un’ottima suggeritrice di itinerari dell’infinita città di Napoli. Dopo aver familiarizzato con l’appartamento, controllato gli outfit in valigia e scelto quello giusto per la serata, ci facciamo belle, molto belle e scendiamo alle volte di Napoli, ormai è sera, cerchiamo un locale dove mangiare qualcosa al volo per poi sceglierne un altro per bere qualcosa. Francesca inizia a consultare la mappa della città, lei come sempre pianifica l’intero itinerario delle giornate in viaggio, è attratta da tutto ciò che è urbano, scorci artistici, quartieri e anche i locali più belli. Io posso solo suggerire alcuni locali quando la vedo persa. Il cocktail bar scelto si chiama Santo, ci posizioniamo sui suoi sgabelli e restiamo per ore ad osservare la movida napoletana, i fiumi di ragazzi che popolano le strade fino a notte fonda, tra tante parole e diversi Margarita. Al mattino del giorno dopo iniziamo a scoprire Napoli, la prima metropolitana è quella dedicata a Dante e alla Divina Commedia, dal girone dei sette peccati capitali scendiamo nell’inferno, fino ai treni direzione belvedere di San Ferdinando.

Napoli è un fiume in piena che ti travolge e attira lo sguardo su infiniti particolari, è una città nella città nella città. Ci spostiamo da un quartiere all’altro, passando da strade strettissime che odorano di bucato e sugo appena cotto, passiamo sotto festoni con appesi numeri fortunati, corni e quadrifogli e siamo avvolte da gigantesche raffigurazioni delle più belle e note smorfie del mitico Totò, il Principe De Curtis e per me è subito infanzia, mamma, nonno, origini antiche. Visitiamo diverse strutture la cui abdicazione originale si è convertita in altro, un ex Convento dove le suore lasciano il posto alla comunità, ad un centro infanzia, ad uno spazio mostre, Napoli sa reinventarsi che è una bellezza. Visitiamo un ex Lanificio anch’esso riqualificato per ospitare un centro d’esposizione artistica, con opere che ricoprono interi muri e che narrano di tutto il mondo.

Dopo aver gustato una signora pizza e una superlativa pasta alla genovese ci immergiamo nel Quartiere Sanità, dove l’ex chiesa di Sant’Aspreno ai Crocifissi ospita le opere di Jago, un giovane scultore che da acerbi e apparentemente insignificanti sassi tira fuori meraviglie. Le sue opere sono di una bellezza mozzafiato, sembrano fatte di zucchero e ognuna di essa oltre la forza espressiva racchiude un significato potente. Un’artista talentuoso e tenace che nonostante l’abbandono della vita accademica persevera il suo sogno e dona la sua arte a milioni di visitatori che arrivano da ogni parte del mondo e che fanno di un quartiere semplice il centro del mondo. Ultimo ricordo di questa città infinita è una parte della Napoli sotterranea, raccontata meravigliosamente da una donna energica e simpatica che ci regala storie di vite vissute in quei cunicoli e spazi enormi, in diversi momenti storici: dalla cisterna che raccoglieva acqua per la città, al nascondiglio del popolo napoletano durante la seconda guerra mondiale, al deposito di mezzi tarocchi sequestrati ai malviventi. Potrei raccontare un’infinità di dettagli di queste 3 giornate a girovagare per Napoli ma mi dilungherei assai. Aspettavo da anni di visitare questa città, probabilmente perché ne ho sempre sentito parlare attraverso i ricordi di mia madre e di mia zia, del loro papà napoletano che sapeva cucinare benissimo, sapeva dipingere quadri stupendi con la pittura ad olio e sapeva suonare l’organo, la fisarmonica e il mandolino e che io purtroppo non ho mai conosciuto.

F. N.

https://jago.art/it/museum/


Blog su WordPress.com.

  • Home Page
  • Chi siamo
  • Barcellona
  • Praga-Palermo
  • Milano
  • Roma
  • Napoli
  • Siviglia
  • ArgoMentire
 

Caricamento commenti...
 

      • 72 ORE..
      • Registrati
      • Accedi
      • Copia shortlink
      • Segnala questo contenuto
      • Gestisci gli abbonamenti