
A Praga siamo paesaggio, siamo quello che osserviamo. Siamo mimesi con la pioggia, con i parchi che si perdono allo sguardo, con il sole. Siamo mimesi con l’intimità e con il velo di malinconia che avvolge la città. Ritrovarsi in questa città dopo 20 anni non è semplice. Accoglierci reciprocamente nella nostra trasformazione è un peso sullo stomaco.
Non so cosa aspettarmi da Praga, so che per Francesca ritornare in questa città è importante, è qualcosa di emotivo, tornarci con me per lei è condivisione. Comprendo che qui ha vissuto un pezzo di vita importante, l’Erasmus. Qualcosa che io non ho vissuto per questo mi affido ai suoi racconti, ai suoi ricordi, alla città; mi lascio andare alla nostra relazione ancora estranea e acerba. In questa città austera osservo con occhi grandi il suo grigiore, respiro la sua aria umida che sa di pioggia, con un cuore timido accolgo, senza fare troppo rumore.


























Il viaggio per Praga non inizia con una bella notizia, alle 13 del 20 ottobre 2022 ricevo una mail con la scritta VOLO CANCELLATO. Il panico. Pronte per il nostro secondo viaggio da “soliste” con valigie fatte e tutto il resto, questa notizia, che sembrava un brutto scherzo, ci lascia sgomente. Inizia una ricerca spasmodica per capire cosa si potesse fare per non perdere l’intero viaggio e prima di gettare la spugna e mandare tutto al diavolo, viene fuori un volo per Palermo, che facendoci da scalo ci permetteva in serata di raggiungere Praga. Cosa comportava, a parte l’acquisto di un altro biglietto aereo? Trascorrere un’intera giornata nella meravigliosa Palermo. Fatto!
















