
Viaggio n. 4
Roma, sei sempre stata per me un ritorno a casa, il ritorno a casa di una giovane ragazza che con estrema convinzione disegnava il proprio essere cercando di cogliere una delle tante proprie sfaccettature. Oggi ritorno di nuovo a casa con un’altra me stessa, bella, forte, decisa, con passo sicuro. Mi guardo con bellezza cavalcare la città con una nuova grande forza accanto a me, che mi sorride silenziosa. Sono venuta a prendermi, Roma, quel pezzo di te che non potevo permettermi, perché i giorni erano sempre troppo pieni di giovinezza. Adesso no, sono pieni di me, di noi, del tempo che ci cuciamo addosso e che ci permette di abbracciarti con rispetto. Sei bellissima Roma, sempre affaticata, stanca, sempre casa, conforto, sicurezza. Sento ritornarmi in circolo tutta la carica che mi hai donato per anni. Te la restituisco, ringraziandoti, perché la libertà di essere me stessa che mi hai donato, non ha eguali.
F. C.









A Roma abbiamo la fortuna di abitare la casa di una terza Francesca, la nostra mamma romana, che ci accoglie nella sua bellissima terrazza circondata di piante, abbracci, risate e racconti al femminile. Siamo delle privilegiate nel suo bellissimo BeB. https://www.bed-and-breakfast.it/it/lazio/aurelio-aquilone-bb-roma/39326. Appena fuori dalla nostra nuova casa, la primavera romana ci pervade. Le tappe da non perdere sono chiare nella mia mente. Passi, scale mobili, passi e ancora passi. Il vento all’imbocco della via d’uscita per Piazzale Flaminio, ricordi, come il mercato confuso proprio lì all’uscita. Una follia la decisione di incamminarci a piedi, ma il lungotevere Flaminio non lo temiamo e dopo aver preso fiato sul ponte della Musica, ci lasciamo avvolgere come è giusto che sia dal museo MAXXI. Ripercorro, in un viaggio anche temporale, via Flaminia, l’ingresso alla mia Facoltà, dove i grandi tavoli da disegno si sono rimpiccioliti adeguandosi ad un 15’’. Sorprendente!
Roma è un viaggio da turiste in una città che per me turistica non lo è mai stata. Ed è bello questo nuovo sguardo, che ci trasporta dal Chiostro del Bramante, al Pantheon, con doveroso saluto al Caravaggio del San Luigi dei Francesi che ogni volta lascia senza fiato. Campo dei fiori con le sue strade artigiane e la pizza croccante ci conduce alla Fontana delle Tartarughe. Non possiamo non fermarci e goderci quest’ora del tramonto con il piacere di raccontarsi ancora, progettare cammini e sentirsi a casa.
Nelle nostre 72 ore romane ci capita anche di ritrovarci in stazione, a Termini, di piangere del passato mai seppellito e di riderci tremendamente su, senza pietà, sull’energia che sprigioniamo, lacrime dolci che si fanno posto tra quelle salate. Quanto ci diverte la nostra incoerenza!
Nel nostro tempo dilatato mi chiedi di accompagnarti al Vaticano ed io, controvoglia, ti ci accompagno. Solo perché hai saputo prenotare nel posto che si è rivelato il più magico di Trastevere. (Enoteca Cuverie). Quanta bellezza in questo piccolo luogo autentico, intimo.
Usciamo sorridenti e l’accento romano si impossessa di me mentre attraversiamo il Ponte Fabricio. Ri-attraversiamo di notte il Portico di Ottavia e non posso non portarti in uno dei luoghi più magici per me della Roma notturna. Il punto di vista privilegiato per eccezione sulla Roma antica.
Troppo poco invece il tempo trascorso a Testaccio e al suo mercato ma quanto basta per capire che Roma ha in sé tante anime, ciascuna racchiusa in un quartiere che ha una storia d’amore da raccontare, trasformazioni continue e ci ritorneremo per altre 72 ore.
F. C.










Di notte per le strade di Roma, il buio del cielo che fa da contrasto e le luci sui fori romani che fanno risaltare le meraviglie che invadono strade e piazze, luoghi mai visitati, in una città finalmente svuotata dal caos, dal rumore, dalla luce. L’una di notte e oltre. Quella sensazione di libertà mista alla paura di vagare in una mega metropoli. Quella semi ubriacatezza che diventa totale assaporando tutta quella magnificenza. C’è un tempo nel viaggio per stare da soli, per guardare con occhi antichi spazi, strade e sguardi fugaci. La città eterna che di notte si spoglia pian piano per avvolgerti con dolcezza nelle sue braccia e posarti sul suo ventre.
F. N.
“Non so di preciso cosa sia la magia, ma so che inizia sempre quando non te ne vuoi andare. Dai luoghi, dai pensieri. Dalle persone.”
Cesare Pavese












